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Scalare scrum senza scrum

Abstract

Scrum è un framework ideale per un singolo team di 5-9 persone con competenze cross-funzionali in grado di gestire tutti gli aspetti dello sviluppo software. Tuttavia, quando l’organizzazione cresce e occorre coordinare più team, Scrum da solo non basta ed è comune ricorrere a framework di scaling.

È il caso di EFGC Software, una startup in rapida crescita (passata da 8 a 33 persone in soli 8 mesi), che ha provato a scalare Scrum adottando il framework SAFe. L’azienda si è resa conto ben presto che questo approccio comportava costi insostenibili: un forte aumento del carico di coordinamento, la perdita di visione d’insieme, ritardi nei feedback e un effetto domino per cui i difetti o i ritardi di un team bloccavano gli sprint dei team dipendenti. La situazione era ulteriormente complicata dalla natura distribuita dell’organizzazione, strutturata su 15 fusi orari differenti e con solo 19 persone co-locate.

La svolta è arrivata comprendendo che il problema risiedeva nella rigidità delle strutture e decidendo di tornare ai principi fondanti di XP, Lean e Agile. È stato quindi abbandonato l’impianto Scrum/SAFe in favore di un approccio “anarchico” (caratterizzato dalla riduzione della governance centrale), basato su team flessibili formati “on-the-fly” per singola attività, un’unica Kanban board integrata, comunicazione prevalentemente asincrona e un processo di lavoro standardizzato ma altamente fluido.

Cosa hanno imparato i partecipanti

Al termine del talk, i partecipanti avranno acquisito una comprensione pratica e critica su come superare le rigidità dei tradizionali framework di scaling agile:

  • I limiti dei framework di scaling rigidi (es. SAFe): come le strutture sovrabbondanti di coordinamento rischino di rallentare i feedback, isolare i lavoratori da remoto e sacrificare la qualità a favore delle scadenze di sprint.
  • I problemi legati ai team permanenti in silos: in che modo la frammentazione della conoscenza e della responsabilità del prodotto generi attriti, dipendenze a cascata e blocchi operativi tra i team.
  • L’organizzazione mediante Team “on-the-fly”: come funzionano la formazione spontanea e lo scioglimento temporaneo dei team attorno alle singole attività da svolgere, aumentando la flessibilità dell’organizzazione.
  • Gestione flessibile del flusso di lavoro via Kanban: l’utilizzo di un’unica Kanban board condivisa per il bilanciamento continuo di stream differenti (Business, Tech, ecc.), la stima per taglie (XS-XL) e il backlog refinement distribuito a tutti i membri.
  • Ritorno ai valori XP e Lean: l’importanza di adattare il processo di lavoro alla realtà aziendale (e non viceversa), facendo leva su comunicazione asincrona, semplicità e approccio Just-In-Time.

Materiali

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